Spesso lo sconsiderato tentativo dell’autorità di contenere la libertà di
espressione individuale si dimostra un fallimento annunciato.
È accaduto
così nella Repubblica Ceca, dove, negli anni ‘60, in piena repressione
culturale del regime comunista, la ART DOMUS di
BRNO ha rappresentato una zona franca, in cui giovani creativi
potevano esprimere liberamente la propria passione per la decorazione e la
bellezza, attraverso le tecniche della tessitura.
Grazie all’amore del
direttore per l’arte, infatti, a latere di una fabbrica tessile per la
produzione industriale di stoffe, nasceva un vero e proprio atelier
artistico.
Anche se il vecchio edificio cadente che ospitava questa oasi di
libertà, sull’onda di quello sviluppo economico che ha giustamente coinvolto la
Repubblica Ceca, ha dovuto fare spazio ad un supermercato, l’eredità di quella
esperienza non può certo dirsi esaurita.
Innanzitutto perché le sperimentazioni di quegli anni hanno condotto all’invenzione di una nuova tecnica di produzione tessile, la Art Protis, coperta da copyright, e, poi, perché alcuni artisti continuano a creare splendidi arazzi e tappezzerie avvalendosi delle conoscenze sviluppate presso l’ART DOMUS di BRNO.
Tra questi Svetlana Kuliskova, che dopo essersi diplomata come perito tessile, con la specializzazione in Disegno dell'abbigliamento e dei costumi, ed essersi laureata in Arti Visive presso la facoltà VUT di Brno, ha lavorato per quattro anni come assistente artistica presso l’Atelier Art Protis dell’ART DOMUS, perfezionando la sua conoscenza “dell’arte realizzata con il cucito”.
La materia prima di questa particolare procedura è una lana grezza
australiana che, nella mani dell’artista, diventa strumento duttile e
multiforme.
Distribuite, tagliate, stirate, mischiate tra loro oppure ridotte
a veli sottili e trasparenti, piccole o grandi quantità di lana assumono le
forme e le sfumature desiderate.
Sovrapposti a mano, come pennellate di
colore, in diversi livelli e consistenze, questi elementi tessili vengono, poi,
uniti, con una speciale macchina, da una cucitura a zigzag, che dà la trama
dell’arazzo ed è visibile solo a distanza ravvicinata.
“Questa tecnica” dice la Kuliskova “secondo il mio parere, da’
qualcosa in più rispetto al tradizionale dipinto: è il calore che trasmette, c’e
qualcosa di magico nei colori. È proprio il materiale, la lana, che, per quanto
sia utilizzato ancora nello stato grezzo - in fiocchi oppure cardata - , riesce
a trasmettere, al tatto, una sensazione di purezza…”
Strato dopo
strato, colore dopo colore, la Kuliskova crea la sua composizione definitiva,
senza disegnare antecedentemente nessun abbozzo o traccia figurativa,
avvalendosi in alcuni casi anche di materiali e tessuti diversi dalla lana, in
una sorta di collage tessile.
Le sue ultime sperimentazioni, ad esempio,
prevedono anche la utilizzazione di lana su plexiglass, per la realizzazione di
quadri luminosi o lampade.
L’opera di questa giovane artista ceca
raccoglie, indubbiamente l’eredità della grande tradizione decorativa dell’arte
mitteleuropea.
Le donne della Kuliskova, di BELLA EPOQUE o
GRECA sono bellissime e pure, quasi algide nella loro
ineffabile superiore indifferenza guardano ad un’idea di donna – divina, anche
se di una divinità pagana. Recentemente l’artista, con la sua
video-installazione “USVIT”, nella quale tratta il tema della nascita, è stata
parte della presentazione del libro Femina Fera di
Fabrizio Portalupi, racconto per immagini fotografiche della
pura essenza femminile, tra bestialità e spirito.
Colori freddi e caldi si accostano e si sovrappongono, spesso per rappresentare le forze opposte e contrastanti che presiedono al mistero della vita, come in PROMETEO, l’eroe mitologico che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e consentire loro di godere della tecnica per dominare la natura.
Forme morbide e sinuose, tonalità di colore sfumate, figure astratte impalpabili, volutamente indefinite, creano effetti del tutto originale e, spesso, suggeriscono atmosfere oniriche, offrendo sempre il punto di vista molto sensuale e femminile dell’autrice.
10
Dicembre 2006Il Light design di Johnny Deleonardis
05
Dicembre 2006Svetlana Kuliskova: